Eugenio De Medio

romanzo

 

 RECENSIONI

 

 

 

aggiornate al 16 dicembre 2007

15-12-07

di Ramona Corrado in IN PUNTA DI PIEDI del 15-12-07

http://ramona.blog.dada.net/

C’è un bambino, in quell’angolo. Mi sta guardando. Ha grandi occhi scuri e seri, è magro, capelli corti. Mi guarda e non parla. Cosa vuoi bambino?
Signore, tu vuoi bene ai bambini?, mi chiede.

Che strana domanda… certo, ho due figli, sono la ragione della mia vita, il futuro che continuerà dopo di me. L’ho pensato e non sono stato capace di rispondere. Il bambino mi guarda ancora e attende. Così, senza sapere perché, mi ritrovo a dire che sicuro che voglio bene ai bambini, che a casa ho due maschietti che sono il mio orgoglio e a cui non faccio mancare mai nulla, hanno tutto quello che vogliono e io lavoro tanto per loro. Ma tu, non ce l’hai una mamma e un papà?
Il bambino fa cenno di sì col capo, ma abbassa lo sguardo un attimo e poi parla di nuovo.
Signore, se tu vuoi bene ai bambini, devi fare una cosa.
E mi porge un portatile che nascondeva dietro l’angolo. È acceso e sul monitor, in grande, spicca la foto del bimbo che ho davanti. Mi stupisco molto, è proprio lui…
Leggi questa storia, signore, mi dice con il computer ancora in mano, così evidentemente pesante per lui. Mi siedo per terra, sul marciapiede e comincio a leggere.

C’è un momento in cui non riesco a continuare… c’è un momento in cui dietro tutti quei bit della pagina elettronica si affollano le tante notizie di abusi sui bambini che ci raggiungono quotidianamente e che ormai ascoltiamo un po’ distrattamente. Sì, ci indigniamo, noi padri di famiglia onesti, e madri premurose, e diciamo per fortuna ai nostri figli non accadrà. Ma in questo momento non posso fare a meno di pensare alle volte che i miei bambini cercavano di parlarmi e io, stanco, stressato, non li ascoltavo, restavo indifferente, se non infastidito, dal loro chiacchierare.
Da dietro queste parole elettroniche sono entrato nella testa del bambino violato e ho toccato quello che nessuna notizia al telegiornale potrà mai spiegarmi: la sua paura. Il suo dolore. Il suo silenzio così ricco di richieste d’aiuto, che potrebbe essere quello dei miei figli.

Il bambino davanti a me aspetta paziente. È così drammaticamente tranquillo. Sembra non voler disturbare, eppure sento che vuole qualcosa da me.
Finisco la lettura e sono un’altra persona.

Restituisco il computer al bambino, che lo spegne, diligentemente, e lo ripone nella sua borsa.
Cosa vuoi bambino? Cosa vuoi, piccolo Nenio?

Signore, se vuoi bene ai bambini, questa storia la devi fare di carta.
E io penso che è proprio quello il mio lavoro, quello di fare storie di carta, come fa lui a saperlo?... E a Natale potrei proprio mettere una nuova strenna, sotto il mio albero, e regalare un sorriso a un bambino che di sorrisi non ne ha conosciuti.

Questa storia non è accaduta, non ancora. Nenio è un libro virtuale, che tutti possono leggere qui, su Vibrisselibri, ma che ancora non ha incontrato qualcuno che lo possa rendere di carta. La storia di Nenio però è vera e drammatica, e si ripete tutti i giorni, in tutto il mondo.
In questo Natale pensiamo ai bambini, vicini e lontani, che conoscono il male e la sofferenza, e ricordiamoci che sono gli adulti di domani, quelli cui dovremo affidare il destino del mondo. Il nostro destino......

21-07-07

di Elena F. Ricciardi in LA POESIA E LO SPIRITO http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/07/21/nenio/#more-2168

"Un errore di vecchiaia. inizialmente avevano pensato a un brutto male, ma poi avevano scoperto che si trattava solo di una gravidanza tardiva e avevano deciso di tenermi: meglio me che un brutto male no? Certo, ero una bocca in più da sfamare, ma che fare? Essendo credenti, non potevano mica buttarmi via."

La prima persona è usata con accuratezza tale che il lettore diventa Nenio, il piccolo Nazzareno, pallottina bionda e affuta,che sorge dalle ceneri di una memoria ferita a morte. L’ incipit si apre sul racconto raccapricciante di un incubo ricorrente del protagonista ormai diventato adulto, che dovrà fare i conti col passato, ripercorrere le strette maglie del dolore di esistere senza essere stato desiderato, voluto, amato, protetto, accolto, per trovare in se stesso la ragione, il perché, il senso a una vita fino a quel momento insensata.

"Ancora oggi, a distanza di anni, mi rivedo in quell’angolino dell’ingresso verde acqua, per me grande quanto il mondo intero, con le lacrime agli occhi e un senso di solitudine dentro, a guardare quella mamma che non era la mia."

Per Nazareno non c’è posto nella storia della sua famiglia. La risata odiosa del padre-uomo-tutto-d’un-pezzo di vecchio stampo, icona di un’Italietta perbenista e bacchettona, che accompagna l’asciutta spiegazione della nascita dell’ultimo di sei figli, è preludio a quello che diverrà il progetto di annichilimento perpetrato ai suoi danni da chi non ti aspetteresti, sebbene la vicenda di Caino sia ben nota. Il flash-back dell’autoipnosi ci introduce nel cuore della storia, nel cuore di Nenio, che cerca amore attraverso il suo sguardo limpido sul mondo, di Nenio dotato di una sensibilità sottile e profonda n grado di sondare gli stati d’animo propri e altrui, di Nenio, capace di abbeverarsi alle gocce di bene che gli arrivano are, e sempre da chi non è sua madre, da chi non è la sua famiglia, e per questo dolorose come sale su una ferita aperta.

"L’amore di zia Julia e di Etta, le premure delle inservienti e del dottore erano una consolazione, tuttavia non ero felice" I ricordi affiorano come bolle dalle profondità dell’inconscio e spesso, come accade nei racconti fatti in famiglia procedono grappoli, s’inseguono interrompendosi per poi riprendere la linea retta che va dai tre anni al tempo della maturità. Il limax che prepara la tragedia è ben dissimulato dallo scorrere apparentemente normale della vita in casa del bambino; i racconti servono per disseminare qua e là con maestria i tasselli che renderanno incredibilmente possibile l’orrore dello stupro: i favoritismi del padre per il primo figlio maschio della seconda moglie, Glauco dall’anima nera a dispetto del nome, ’assenza perennemente distratta della madre che pure si occupa con grande attenzione dei "casi disperati della parrocchia" e non ha tempo da dedicare al più debole, a chi non ha voce per chiedere per sé neppure il bacio della buonanotte.

Ci si domanda come sia possibile che un ragazzetto di tredici anni possa accanirsi con violenza brutale sul corpicino indifeso del bimbo di sei anni, sull’anima candida che grida l’orrore che quegli occhi non vogliono vedere, che le orecchie non vogliono sentire, che il cuore non riesce a sopportare sebbene non ne riesca a morire. "…mi rannicchiai contro la parete: Che cosa ero nato a fare? Per subire quelle brutte cose? Perché mi avevano lasciato solo con Glauco? Dovevo essere senz’altro cattivo se non si preoccupavano per me"

Ed ecco che l’opera è compiuta, la vittima metabolizza l’orrore subito come "giusta" punizione per chissà quale colpa, se non la colpa del non amore di cui è solo la povera vittima innocente. Non si può non amare Nenio, ed il suo sguardo che rimane limpido nonostante tutto; non si possono non vivere con lui le sue paure, i suoi scrupoli a vederlo crescere sempre più chiuso nel suo piccolo guscio per proteggersi l’anima, incapace di relazionarsi con un mondo che gli sembra stile e pieno di pericoli; non si può non accompagnarlo nel suo diventare uomo in mezzo a dubbi e paure, incapace di relazionarsi con se stesso, il suo corpo tenuto coperto, che nessuno può toccare, neppure amichevolmente; non si può non sperare con Nenio che per quell’orrore ci sia un luogo in cui trovare requie, senza diventare causa di altro infinito dolore.

"Mi terrorizzava, inoltre, il fatto che quasi sempre le atrocità dei violentatori venissero spiegate come iterazioni di violenze subite in giovane età […] lo sfatare quella che era considerata una certezza quasi matematica diventò, a poco a poco, il vero obiettivo della mia vita più importante del progettare case e palazzi. Sì, sarei dovuto diventare soprattutto l’architetto di me stesso"

Sono molte le avventure e le sventure che vive il lettore invitato ad entrare nel mondo di Nenio. Si sorride e si piange come nella vita, nel fluire del racconto che sa mantenere la trasparenza degli occhi fanciullini, come se qualcosa nell’autore, che ha trovato il coraggio di ridare voce al bambino ferito dopo molti anni, non fosse mai cambiato, come se quella purezza violata dall’orrore gli fosse rimasta nascosta nell’anima in attesa soltanto di ritrovare il timbro cristallino della voce dei sei anni; per questo a chi legge è richiesta un’unica cosa, spogliarsi di sé e vestirsi per una volta con coraggio e tenerezza di un’infanzia ferita che chiede solo di essere ascoltata.

 

Maura GANCITANO legge Nenio in

BOMBASICILIA

http://www.bombasicilia.it/maura/nenio.mp3

17-08-07

Lucio ANGELINI in

CARMILLA

http://www.carmillaonline.com/archives/2007/08/002342.html

27-08-07

dal

17-10-06

 

 

Lucio ANGELINI in

CAZZEGGI LETTERARI

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/13574667#comment

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/13148659#comment

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/11664482#comment

phttp://www.lucioangelini.splinder.com/post/11619083#comment

phttp://www.lucioangelini.splinder.com/post/11471106#comment

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/11198626#comment

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/11154907#comment

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/11029712#comment

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/10771660#comment

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/10408752#comment

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/9586432#comment

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/9841425#comment

12.08.07

"La liberazione di Nenio"

di Stefania NARDINI in

CORRIERE

Corriere dell’Umbria, Corriere di Arezzo, Corriere di Siena, Corriere di Maremma, Corriere di Viterbo, Corriere di Rieti e Sabina. DOMENICA 12 AGOSTO 2007

02.03.07

IL GIORNALE.IT

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=160829

15-12-07

28.02.07

Ramona CORRADO in

IN PUNTA DI PIEDI

http://ramona.blog.dada.net/archivi/2007-02

http://ramona.blog.dada.net/

24.11.06

Mirella APPIOTTI in

LA STAMPA

fonte TUTTILIBRI in edicola il 25-11-06

http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=54&ID_articolo=492&ID_sezione=231&sezione=Prossimamente

 

 

 

21-07-07

Elena F. RICCIARDI In

LA POESIA E LO SPIRITO

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/07/21/nenio/#more-2168

24.11.06

LIBERAZIONE

http://www.liberazione.it/giornale/061124/LB12D685.asp

12-06

Lucio ANGELINI in

LIPPERATURA

http:/loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2006/12/x_post_corollar.html

05.04.07

Arturo FABRA in

PAGINA 3

http://www.paginatre.it/online/?p=245#more-245

http://www.paginatre.it/online/?p=245

28.02.07

Gaja CENCIARELLI in

SINESTETICA

http://www.sinestetica.net/comment/reply/56#comment_form

25.11.06

TUTTILIBRI

SABATO 25 NOVEMBRE 2006

19.07.07

Antonella PIZZO in

VIA DELLE BELLE DONNE

http://viadellebelledonne.wordpress.com/2007/07/19/nenio-di-eugenio-de-medio-lettura-di-antonella-pizzo/

13.04.07

28.02.07

Giulio MOZZI in

VIBRISSE BOLLETTINO

http://www.vibrissebollettino.net/archives/2007/04/la_casa_di_neni.html#comments

http://www.vibrissebollettino.net/archives/2007/02/vibrizzelibri.html#comments

17.08.07

varie

Lucio ANGELINI in

Giulio MOZZI in

VIBRISSELIBRI

http://www.vibrisselibri.net/?cat=12

 http://www.vibrisselibri.net

26.11.06

WUZ

http://www.wuz.it/Articolo/Articolo/tabid/77/id/553/Default.aspx

 

 

 

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